Albo Unico, nel nuovo progetto di riforma i consulenti finanziari non iscritti all’APF dovranno fare l’esame

ParlamentoDopo uno stop di quasi sette mesi, prosegue il percorso dell’albo unico in Senato. La commissione Finanza di Palazzo Madama lo scorso luglio ha ripreso in mano il DDL 1559 che introduce l’albo unico per i promotori, consulenti e società di consulenza finanziaria. L’esame è terminato mercoledì 5 agosto e il relatore Lucrezia Ricchiuti (Pd) dovrà riferire in Senato sul testo che ha ricevuto il via libera e che presenta alcune novità rispetto a quelle emerse nel dicembre 2014. Infatti, sono ben 10 dieci le modifiche apportate dalla commissione all’emendamento 1.20 che introduce la nota suddivisione dell’albo in tre sezioni, i promotori finanziari, che assumono la denominazione in consulenti finanziari, i consulenti, che diventano consulenti finanziari indipendenti, e le società di consulenza.

Tra le novità, segnaliamo una serie di emendamenti presentati dalla senatrice della Lega Nord, Raffaella Bellot, che rafforzano il ruolo di “supervisione” della Consob sul nuovo organismo. Stando agli emendamenti 1.20/4 e 1.20/7, la Commissione determina i principi e i criteri relativi alla formazione dell’albo e alle relative forme di pubblicità e, tra gli altri punti, “ai requisiti di rappresentatività delle associazioni professionali dei consulenti finanziari abiliatati all’offerta fuori sede (promotori, ndr), dei soggetti abilitati, delle persone fisiche consulenti finanziari indipendenti e delle società di consulenza finanziaria”.

Non solo. La Consob può richiedere all’Organismo “la comunicazione periodica di dati e notizie e la trasmissione di atti e documenti con le modalità e nei termini da essa stabiliti”, può “effettuare ispezioni e richiedere l’esibizione dei documenti e il compimento degli atti ritenuti necessari presso l’Organismo”, che “non può opporre alla Consob il segreto d’ufficio”. Su proposta della Commissione, inoltre, il Tesoro può sciogliere gli organi di gestione e di controllo dell’Organismo “in caso di gravi irregolarità” e commissariare l’albo unico o disporre la rimozione di uno o più componenti degli organi di gestione o controllo. Un emendamento presentato dal relatore (1.20/8) dà il colpo di grazia agli attuali vertici dell’Apf, sopprimendo la riconferma automatica delle attuali cariche dell’Apf, che stando alla prima versione dell’emendamento sarebbero restati in carica fino al 30 aprile 2019 “al fine di assicurare la massima stabilità del nuovo assetto organizzativo”.

Un altro emendamento (1.20/5, sempre presentato dalla senatrice Bellot) cancella l’esonero della prova valutativa per i fee only, mentre l’emendamento 1.20/6 precisa che “le società che si avvalgano dei consulenti finanziari non iscritti all’albo responsabili delle violazioni rispondono, in solido con essi, del pagamento delle sanzioni pecuniarie e sono tenute a esercitare il regresso verso i responsabili” e introduce requisiti di onorabilità più stringenti per gli iscritti, con la possibilità di sospensione nel caso in cui il consulente risulti imputato in relazione ai reati indicati nel decreto.

Fonte: ADVISOR Online.it

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